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Compà, che ti prendi? Vuoi il caffè o l’amaro?

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Compà, che ti prendi? Vuoi il caffè o l’amaro?

Per come l’ho vista io, la manifestazione di sabato è stata inutile e inconcludente. Sì, inutile e inconcludente.

Forse sarà servita da passerella a qualche politico locale, sarà servita al movimento Agorà per dare un cenno di vitalità (?????) ma non ha aiutato certo a costruire nel nostro povero paesello quella coscienza comune necessaria per debellare quel male che sta allungando i tentacoli su Arena. Certo, sia chiaro, quello che è successo al sindaco è un fatto grave. Inaudito.

Ed era giusto dare una risposta forte. Ma mi chiedo: era opportuno concedere questa passerella, permettere ai “politicanti” nostrani di parlare di mafia (ma non si tratta di ‘ndrangheta?) quando – e mi riferisco a qualche consigliere regionale presente al tavolo dei relatori – si è finiti e non certo per cose edificanti, nella relazione della commissione parlamentare antimafia.

E c’era anche chi – basti pensare all’inchiesta della Dda di Catanzaro – è stato coinvolto nell’operazione “Rima”.

Insomma, possiamo dire, a parlare di mafia (ma non si tratta di ‘ndrangheta?) ad Arena sono venute le persone adeguate. Fortunatamente, sabato - ed è giusto dirlo - non c’erano solo loro. Presente anche chi quotidianamente cerca di combattere la criminalità. Una sparuta rappresentanza, certo, ma c’era.

Ma la questione che voglio affrontare non è certamente questa. Mi chiedo, qual è stato il senso della manifestazione? Stringersi attorno al sindaco – com’era anche giusto che fosse – e solidarizzare con lui e con la sua famiglia? Se questo era l’intento diciamo allora che la manifestazione è perfettamente riuscita.

Ma personalmente credo che il senso dell’iniziativa era e doveva essere un altro. Io a dir la verità sono arrivato ad Arena tardi: ero a lavoro. E la manifestazione era già incominciata. Ma, da quanto ho appreso, c’è stata la serrata degli esercizi commerciali, quasi tutta Arena scesa in piazza. Insomma, a prima vista potrebbe sembrare che la manifestazione abbia colto nel segno. Potrebbe essere anche vero, ma il tutto è durato fino a sabato.

Perché – ma mi auguro di sbagliarmi – dal giorno successivo (e visto che siamo a fine mese è plausibile) quei commercianti che il giorno prima avevano chiuso i rispettivi esrcizi hanno incominciato a pagare il pizzo, i falsi disoccupati hanno continuano ad evadere il fisco, ecc….. Ma cosa ancora più grave, e ne sono testimone oculare, è che neanche gli atteggiamenti sono cambiati. “Compà, che ti prendi?” “Oh, com’è. Vuoi il caffè o l’amaro?” Strette di mano, saluti “affettuosi” che neanche a chi non vedi da un anno fai, sono rimasti gli stessi. E intanto c invadono.

Da circa un anno – strana coincidenza – Arena è invasa da gente che arriva da Ariola, Soriano e dai Savini. E l’accoglienza, credetemi, è davvero calorosa. Mi chiedo, allora, a cosa sia servita la manifestazione di sabato. Il tessuto sociale è rimasto debole, permangono quelle divisioni che di fronte agli ultimi avvenimenti criminali dovevano essere rimosse. La discussione e la partecipazione (che è libertà diceva Gaber) si sono affievolite sabato e loro, intanto, continuano ad invaderci. “Compà, che ti prendi? Vuoi il caffè o l’amaro?”

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